Quante guerre ci sono oggi nel mondo (e perché la logistica ne risente sempre)
Quando si pensa alle guerre, la mente corre subito ai combattimenti, alla politica o agli aspetti umanitari. Ma ogni conflitto armato ha anche un impatto diretto sulla logistica globale: rotte marittime che cambiano percorso, corridoi terrestri bloccati, assicurazioni che salgono alle stelle e materie prime che restano ferme.
Ma quante guerre ci sono oggi nel mondo? Beh, la risposta dipende da come le definiamo: conflitti ad alta o bassa intensità, guerre civili, conflitti regionali… Secondo i principali centri di ricerca internazionali, oggi sono attivi oltre 50 conflitti armati nel mondo, di cui una decina con un impatto diretto sugli equilibri geopolitici globali e sulle catene di approvvigionamento.
Vediamo insieme i principali.
1. Invasione russa dell’Ucraina (dal 2022)
Nel febbraio 2022, la Russia ha invaso l’Ucraina dando inizio al più grande conflitto armato in Europa dalla Seconda guerra mondiale.
Impatto geopolitico:
- Ridefinizione degli equilibri energetici europei
- Ritorno della guerra convenzionale in Europa
- Rafforzamento della NATO
Impatto sulla logistica:
- Aumento dei costi energetici e del carburante
- Ristrutturazione delle rotte ferroviarie Europa–Asia
- Riduzione dei traffici lungo la “Nuova Via della Seta” terrestre
- Crisi del grano nel Mar Nero
Per il settore logistico è stato uno shock sistemico: energia, materie prime, fertilizzanti, metalli industriali… insomma, un bel po’ di cose!
2. Guerra Israele-Hamas (dal 2023)
Dopo l’attacco di Hamas nell’ottobre 2023, Israele ha lanciato un’operazione militare su larga scala nella Striscia di Gaza.
Impatto geopolitico:
- Coinvolgimento indiretto di Iran e potenze regionali
- Rischio di allargamento regionale
- Instabilità in Medio Oriente
Impatto sulla logistica:
* Effetti indiretti ma enormi, soprattutto via Mar Rosso (vedi conflitto successivo).
* Maggiore rischio geopolitico percepito nell’area MENA.
3. Crisi nel Mar Rosso – Attacchi degli Houthi (dal 2023)
Collegata al conflitto israelo-palestinese, la milizia yemenita Houthi ha attaccato navi mercantili nel Mar Rosso.
Area critica: Canale di Suez
Il Canale di Suez è una delle arterie principali del commercio mondiale, con circa il 12-15% del traffico globale che lo attraversa. Purtroppo, la situazione attuale ha portato a un coinvolgimento diretto di Stati Uniti e alleati, con conseguente militarizzazione delle rotte commerciali. Questo ha avuto un impatto significativo sulla logistica: le navi sono state deviate via Capo di Buona Speranza, con un aumento dei tempi di transito tra Asia ed Europa di circa 10-15 giorni. Di conseguenza, anche i noli e i premi assicurativi sono aumentati, con un impatto diretto sui tempi di consegna e sul capitale circolante.
Guerra civile sudanese
Dal 2023, il Sudan è teatro di uno scontro armato tra esercito regolare e forze paramilitari. Questo conflitto ha generato instabilità nel Corno d’Africa, con il rischio di un contagio regionale che potrebbe coinvolgere paesi come Ciad ed Etiopia. Anche la logistica ne ha risentito: l’instabilità nei corridoi africani e sulle rotte del Mar Rosso occidentale mette a rischio le forniture di oro e materie prime agricole.
Guerra civile in Myanmar
Dopo il colpo di Stato militare del 2021, il Myanmar è precipitato in una guerra civile diffusa. Questo ha causato instabilità nel Sud-Est asiatico e ha aumentato la pressione sui confini con Cina e Thailandia. Anche la logistica è stata colpita: i rischi nei corridoi infrastrutturali cinesi verso l’Oceano Indiano e l’instabilità nelle supply chain tessili e manifatturiere sono elementi di preoccupazione.
Conflitti nel Sahel (Mali, Burkina Faso, Niger)
Il Sahel, una fascia di instabilità che attraversa l’Africa occidentale, è caratterizzato da colpi di Stato e guerre contro gruppi jihadisti. Questo ha portato a una riduzione dell’influenza europea nella regione, con una crescente presenza russa.
- Instabilità cronica dell’area
Impatto sulla logistica
- Rischio per corridoi terrestri africani
- Instabilità nelle forniture di uranio (strategico per l’energia nucleare)
- Aumento costi assicurativi in Africa occidentale
Il quadro generale: cosa significa per la logistica globale?
Oggi il sistema logistico mondiale è un po’ come una nave in mare agitato: instabile e in continua evoluzione. Questo porta a tre effetti principali:
1. Regionalizzazione delle supply chain
Le aziende stanno diventando più intelligenti, riducendo la dipendenza da singole aree geopolitiche. È un po’ come diversificare i propri investimenti: non mettere tutte le uova nello stesso paniere! Si parla di nearshoring (avvicinare la produzione ai mercati di consumo) e friendshoring (scegliere partner commerciali affidabili e vicini).
2. Aumento dei costi strutturali
- Non è solo il prezzo del carburante a salire. Anche assicurazioni marittime, sicurezza e gestione delle scorte pesano di più sul bilancio. È come quando si fa una vacanza: oltre al biglietto aereo, bisogna considerare anche l’assicurazione, il noleggio auto e le spese per il cibo.
3. Maggiore imprevedibilità
- La pianificazione lineare, quella che prevede tutto a tavolino, è ormai superata. Oggi serve più flessibilità: rotte alternative pronte all’uso, scorte strategiche e un’analisi geopolitica integrata nelle decisioni logistiche. È come avere un piano B, C e D, per essere pronti ad affrontare qualsiasi imprevisto.
Conclusione
Non viviamo “la Terza guerra mondiale”, ma sicuramente una fase di conflittualità diffusa e frammentata. Per chi lavora nella logistica, questo significa che la geopolitica non è più uno sfondo lontano, ma una variabile operativa quotidiana. Capire dove sono i conflitti, quanto sono intensi e quali rotte toccano non è più solo cultura generale: è gestione del rischio. E nel 2026, la gestione del rischio è ormai il cuore pulsante della strategia logistica.



Un’analisi lucida e necessaria su un tema che troppo spesso ignoriamo: davvero un lavoro di grande valore.
RispondiEliminaComplimenti per la chiarezza e il coraggio con cui hai affrontato un argomento così complesso.
Massimo Domizzi